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La plastica è tutta uguale?

Certo che no! Scopriamo qualcosa di più…

Riciclare la plastica buttandola nella raccolta differenziata è una scelta importantissima. Esiste però anche plastica che non
può essere riciclata, infatti dobbiamo fare una differenza tra la plastica riciclabile e la plastica non riciclabile.

In generale, nella plastica è possibile buttare ciò che è considerato imballaggio in plastica, e non oggetto in plastica. Questo significa che possiamo riciclare bottiglie e bottigliette, flaconi di detersivi e saponi, piatti e bicchieri in plastica, contenitori del cibo (come le vaschette della frutta e della verdura), borse in plastica, barattoli dello yogurt, piatti di plastica, bicchieri, vaschette dei salumi…

Non vanno invece buttati gli oggetti come le bacinelle, gli utensili per la cucina, giocattoli, tubi per innaffiare, barattoli di plastica, le buste e le cartellette in plastica (cartoleria), le sedie da giardino, le siringhe, i sottovasi, le posate in plastica, gli spazzolini (se non specificato diversamente sulle confezioni), i pennarelli, le penne…

Ci sono dei codici internazionali, istituiti dalla Decisione della Commissione Europea del 1997, che permettono di riconoscere velocemente e in modo chiaro il tipo di materiale di cui è costituito l’oggetto riciclabile. 
 
1 -PET
(polietilene tereftalato), o anche PETE - la tipologia di plastica più utilizzata la mondo. In particolar modo è il PE (polietilene) 
È una materia sintetica della famiglia dei poliesteri realizzata con petrolio, gas naturale o materie prime vegetali. 
Un polimero datato considerando che risale alla Seconda Guerra Mondiale, periodo in cui veniva utilizzato in alternativa alla seta giapponese e al nylon. Il poliestere a densità elevata diventa così un materiale versatile per più usi, prendendo poi il sopravvento negli anni ’70.
Usato principalmente per bottiglie e recipienti trasparenti per acqua, bibite e cibi. Sicuro se usato per prodotti freddi. L’alta temperatura ne causa degradazione e l’eventuale rilascio di sostanze dannose. Sono contenitori infatti studiati per essere monouso e non riusati a lungo.

2 -HDPE
Polietilene ad alta densità (HDPE) è un polimero termoplastico appartenente alla famiglia delle Poliolefine.
È insapore, inodore e atossico e per questo viene utilizzato a contatto con gli alimenti, usata per contenitori non trasparenti (es: vasetti per yogurt, tappi, detersivi, bottiglie del latte). Resiste bene al calore. È usata anche per abbigliamento e maglieria.

3 -PVC
Polivinilcloruro o Cloruro di Polivinile (PVC) è una delle materie plastiche di maggior consumo. 
Può essere più rigido e tenace (RPVC, dove R sta per rigido) utilizzato ad esempio nelle condutture dell’acqua, o più flessibile quando utilizzato in applicazioni di tessuto. 
Se bruciato rilascia diossine, un gruppo fra le sostanze chimiche più pericolose che può causare malattie gravi al corpo umano, in particolar modo il sistema endocrino. Inoltre, contiene come antiossidante plastificante il discusso bisfenolo A (BPA).

4 -LDPE
LDPE, il polietilene a bassa densità, è parente stretto dell’HDPE che è morbido e resistente, ma leggermente meno duro. 
Usata per i sacchetti per il freezer e per i guanti monouso per maneggiare gli alimenti. Non va usata ad alta temperatura e non va riusato a lungo (dopo qualche utilizzo i sacchetti per congelare andrebbero buttati).

5 -PP
Polipropilene (PP) Questo materiale termoplastico semicristallino ha proprietà meccaniche differenti a seconda della chimica che la compone. Viene usato per i contenitori con coperchio e per le bottiglie non trasparenti. 

6 -PS
Polistirene (PS) è il polimero termoplastico dello stirene (un composto chimico oleoso). Il PS viene utilizzato per creare manufatti come le stoviglie monouso e gli imballaggi. Usato per i contenitori da asporto, perché è un ottimo isolante termico. 
Dal PS è possibile creare il polistirolo espanso (EPS). Con l’EPS è possibile realizzare imballaggi e manufatti alleggerenti, isolanti, fonoassorbenti per l’edilizia. Sebbene sia un eccellente materiale per la realizzazione di diversi tipi di contenitori, ha la cattiva tendenza a sfaldarsi in palline che finiscono nell’ambiente, rilasciando sostanze cancerogene.

7 -Altre Plastiche ( non riciclabili)
Hanno il codice “07” tutti quei polimeri che non possono essere riciclati, quindi non hanno codice specifico per il trattamento da rifiuti plastici. 
Esempi di polimeri utilizzati per produrre imballaggi marchiati 07 sono: Polimetilmetacrilato (PMMA), Policarbonato (PC), Acido polilattico (PLA). 

Le materie plastiche danneggiano l’ambiente perché non sono attaccate dai batteri, perciò non sono biodegradabili.
Se nel bosco o nel mare viene buttata bottiglia di plastica né i batteri né i funghi né gli insetti si ciberanno di essa; il materiale non si ossiderà né reagirà chimicamente con le altre sostanze presenti nell’ambiente; l’oggetto rimarrà inalterato per moltissimo tempo.
Dopo un periodo variabile in anni, questi materiali, per l’effetto combinato degli agenti atmosferici, dell’azione meccanica delle onde del mare, delle correnti e dei raggi UV del sole, iniziano progressivamente a frammentarsi in particelle sempre più piccole, fino a diventare microplastiche e disperdersi ovunque; la natura chimica però non cambierà.
Ultimamente, la costante attenzione dedicata dai media ha fatto sorgere nei cittadini numerosi interrogativi circa gli effetti di tali microparticelle non soltanto sull’ecosistema, ma anche sulla salute umana. 


Infine ricordiamo, che riciclare è bene, ma è meglio risolvere il problema a monte:
al momento dell’acquisto privilegiare sempre i prodotti sfusi, oppure con imballaggi di carta. 
 
 
 
31.03.2022
La Cooperativa di Cortina
 
 
 
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